Come funziona l'intelligenza umana?
Le grandi rivoluzioni tecnologiche sono basate su idee ed invenzioni che all'inizio fanno magari scalpore, ma non hanno impieghi così grandi. La prima macchina a vapore serviva solo a pompare l'acqua fuori dalle miniere di carbone. Il movimento del motore era solo alternativo, stantuffo su, stantuffo giù. Solo 16 anni dopo un dipendente di James Watt, il sig Murdock inventò la ruota planetaria che permise di applicare il vapore a tutta l'industria guidandone il boom in tutto il mondo.
La radio di Marconi era così pesante che poteva essere installata solo sulle navi e quello che trasmetteva erano le scariche di una scintilla.
Bisogna aspettare 15 anni, De Forest con la valvola Audion per trasmettere la musica e per costruire delle radio di misura plausibile.
Il primo computer a valvole avrebbe dovuto decodificare i messaggi segreti dei tedeschi, ma fu pronto solo a guerra finita.
La prossima grande rivoluzione potrebbe venire da un'idea che a prima vista non ha nulla a che vedere con il progresso tecnologico.
Come funziona l'intelligenza umana?
Migliaia di neurologi nel corso degli ultimi due secoli hanno studiato il cervello. Abbiamo migliaia di studi su tantissime funzioni, ma non avevamo nessuna teoria generale condivisa del suo funzionamento.
E' luogo comune che noi ne usiamo solo una piccola parte.
Falso. Lo usiamo tutto, eccome.
I cibernetici moderni del MIT ci hanno illuso per anni che l'Intelligenza Artificiale (AI) fosse solo ad un passo nel futuro. Si basavano sull'errato principio che una spropositata potenza delle macchine potesse mimare il sistema efficiente di cui la Natura ci ha dotato.
La trovata su cui i venditori di software e di hardware si sono appoggiati negli ultimi 10 anni "le scatole neuronali" erano un'altra bufala colossale.
Chi sta facendo luce in questo dominio è Jeff Hawkins il padre del Palm, il primo rivoluzionario computer da mano. Da sempre studioso dell'interfaccia uomo macchina, nel suo nuovo istituto di ricerca neurologica di Redwood sta gettando le nuove fondamenta sul funzionamento della mente umana.
Noi agiamo basandoci su di un meccanismo di eccitazione dei neuroni nei nostri sei strati di corteccia cerebrale.
Apprendimento, memoria e predizione.
Quando ci troviamo in una situazione nuova (cioè non presente nella memoria) con un dispendio di energia, immagazziniamo la struttura di quello che è successo. Impariamo.
Quando una situazione è si è già presentata o è simile, ricorriamo alla memoria e predisponiamo i sensi ed i muscoli a reagire prevedendo quello che sta succedendo.
Faccio un esempio. Se tirate una palla ad un bambino piccolo, sicuramente la palla cade a terra. Il suo cervello non ha ancora imparato a coordinare i muscoli per prenderla al volo. Se tirate la palla a un ragazzino, la sua memoria automaticamente comanderà le braccia, che in una frazione di secondo saranno pronte alla fine della traiettoria random che voi avete deciso. E' impossibile per un computer basato sulle conoscenze attuali.
Noi immagazziniamo nella corteccia cerebrale il mondo che ci circonda ricreandolo nella nostra mente. Ricordiamo le strutture spaziali e temporali, i pattern. Riconosciamo un motivo musicale eseguito con qualsiasi strumento e in qualsiasi ottava, lo riconosciamo anche se fischiettato da uno stonato. Cosa cambierà questo? Cambierà il modo di progettare i computer (http://www.numenta.com), computer che impareranno a guidare, macchine che raccoglieranno i pomodori maturi, macchine che impareranno a fare i nostri lavori, specialistici, scomodi, noiosi e pericolosi.
Se vi interessa approfondire cominciate a leggetevi "On Intelligence" (per ora è solo inglese).


